

Sono nato negli anni 80, quando non esistevano ancora le MTB (...che poi sono arrivate rischiando di far estinguere la BMX).
Poco dopo aver imparato a camminare con una certa disinvoltura, sull'onda della passione di mio padre per il motocross, e travolti dalla moda di E.T. anche i miei genitori mi hanno regalato la BMX. Credo fossero più gasati loro di me, visto che io non avevo molto in chiaro di che cosa si trattasse, però a 3 anni già giravo senza rotelle.
A 10 anni volevo a tutti i costi una moto, una mini cross, ma i miei non ne volevano sapere, e non mi restava che continuare a pedalare insieme al gruppetto dei miei amici. All'epoca nessuno sapeva dell'esistenza dei trick eppure era già la preistoria del table top: saltavamo giù dai muretti tentando di piegare la bici. Poi è cominciato il periodo duro: fino ai 14 anni è stato difficilissimo reperire una bmx proprio perché le MTB dominavano la scena del pedale e mi toccava andare a cercare ruderi di bmx nelle cascine dei dintorni. A quel punto, arrivò lo scooter…ed anche io facevo parte del fantastico mondo dei tamarri di Ceva e giravo per le vie del paese con il casco da cross.
Ma la passione per la bmx in realtà non mi ha mai abbandonato. Ho sempre seguito la scena che nel frattempo si stava evolvendo verso il freestyle. Grazie ad Eurosport, che trasmetteva gli XGames, ho scoperto che cosa si poteva fare con la bmx: il mio mito era DAVE, l'uomo dei miracoli...
Ma è grazie ad un amico, che mi ha passato un catalogo in cui si citava SUNN, l'importatore italiano di bmx, che ho deciso: era giunto il momento di comperare, di nuovo, una bmx.
Ma, per farmi iniziare sul serio, ci voleva qualcosa di più: un'alluvione ad esempio!
Nel '94, infatti, dalle mie parti è successo il bordello: piogge torrenziali hanno fatto uscire il Tanaro dagli argini devastando tutte le strade. La scuola ha chiuso per un mese e l'asfalto ricurvo si è trasformato in rampa naturale: una meraviglia!
Ma anche il post alluvione era dalla mia parte: con i fondi stanziati dallo stato per il recupero delle strutture, nella mia scuola hanno costruito dei salti per la bici. Chiaramente si trattava solo di montagnette di terra, ma per noi erano già un park. Ricordo che uno dei primi trick che ho provato è stato il 360: l'ho chiuso subito, e da lì non c'è stata sosta.
La mia vera svolta, però, risale ai tempi della rampa di Dogliani, skatepark ormai abbandonato, ma è davvero lì che è iniziato tutto...

La cosa più strana è che, in Italia, tante aziende si sono buttate in questo mondo, ma paradossalmente, le uniche che non investono sono i produttori di bmx…il mercato è ancora piccolo, ma secondo me sta crescendo.
Oggi posso definirmi un pro rider: sono spesso all'estero, ma non perdo mai il contatto con la scena italiana perché si sta gasando sempre di più.
Mi piacerebbe riuscire ad allenarmi di più qui in Italia, ma mancano le strutture. Un Woodward made in Italy sarebbe un sogno. Comunque, nonostante tutto, continuo a girare a Ceva, nel mio spot marcio, ma che non abbandonerei per niente al mondo.
BEST RESULTS
2006 BMX Masters: 1st place street2006 LG Action Sports Tour: Paris 2nd place
2006 King of Paca Marseille: 1st place
2006 Urban Games London. 4th place
2006 Nokia Fise Montpellier: 2nd street, 3rd dirt
2005 RebelJam Berlin: 5th place
2005 LG Action Sport Final Manchester: 9th place
2003 Italian Champion
2002 World Championship: 14th place










